Porrajmos - l’olocausto dimenticato

canti, musiche e memorie dalla cultura degli zingari

Porrajmos nella lingua dei Rom significa “divoramento” e indica la persecuzione e lo sterminioche il Terzo Reich attuò nei loro confronti.
Durante la seconda guerra mondiali vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale.
Dopo Auschwitz non si può più dire di un ebreo che “è la sua razza che lo rende meno omologabile”, che è “geneticamente diverso”, che porta una cultura “che non si può assimilare alla nostra”.
Sarebbe mostruoso se qualcuno lo dicesse.
Ma del popolo zingaro sì, lo si dice e spesso con convinzione, magari nascondendosi dietro le esigenze della sicurezza dei cittadini e, perché no, per “rispetto della loro vocazione al nomadismo”
…forse non è vero.

Questa è una piccola storia, per molti è una storia da poco, ma è una storia vera.
Viene dai racconti di una famiglia Sinti arrivati in Italia dalla Francia nel 1900 per fare il mestiere del circo. Viene da racconti di nonni, di genitori e figli. Sono racconti che faticano ad uscire: dei morti non si parla, dicono tanti, c’è voluto molto tempo perché chi ha visto, ha vissuto, trovasse la forza di vincere la vergogna, la vergogna di chi è stato schiavo e poi meno che essere umano…
Noi proviamo a raccontarla, perché come dice chi ce l’ha raccontata, è importante ricordare.

 

Roberto Manuzzi - Diplomato al Conservatorio di Bologna, ha studiato musica elettronica e composizione. Collabora con artisti di importanza nazionale nel campo della musica leggera; dal 1986 fa parte del gruppo del celebre cantautore Francesco Guccini. Ha composto numerose musiche per balletti, documentari e spettacoli teatrali. E' insegnante di "Musica di assieme jazz" e coordinatore del triennio jazz presso il Conservatorio di Ferrara.

una produzione Teatro De Micheli

di e con Marcello Brondi e Teresa Fregola
Musiche: Roberto Manuzzi
Canto: Chiara Alberani
Immagini: Lorenzo Bruni Pirani

SCHEDA TECNICA

DURATA : 60 minuti senza intervallo.

MISURE PALCOSCENICO :                         

larghezza  mt. 6
profondità mt. 5
altezza mt.  5  

FORNITURA ELETTRICA :

min.6 KW , presa 63 A 3 poli più neutro più terra, protetto, per l’impianto di  illuminazione.
3 KW monofase 220 V per l’impianto fonico.

ESIGENZE

oscurabilità totale
quintatura standard con 2 fondali neri
possibilità di appendere proiettori in sala
una scala da palcoscenico o trabattello per i puntamenti

MONTAGGIO : 

scarico circa 1 ora , montaggio e puntamenti circa 2 ore

SMONTAGGIO :

smontaggio circa 1 ora , carico circa 1/2 ora

CAMERINI :

per 4 persone

avvisare la compagnia in caso di carico e scarico difficoltoso

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